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Strategia e Brand

Come calcolare CAC, LTV e ROAS: formule, esempi e calcolatore in tabella

Le tre metriche che dicono se il marketing guadagna o perde: come si calcolano, come si leggono insieme e quale ROAS ti serve davvero per andare in pari.

Giovanni Boscolo
Giovanni BoscoloFounder di Digital Cares · Esperto AI
Aggiornato il 10 min di lettura
⚡ In sintesi
  • Il CAC (costo di acquisizione cliente) è la spesa totale di marketing e vendita di un periodo divisa per i nuovi clienti acquisiti nello stesso periodo.
  • L'LTV (lifetime value) è il margine che un cliente lascia in media in tutta la relazione: valore medio d'acquisto per margine per numero di acquisti.
  • Il ROAS è il fatturato attribuito agli annunci diviso la spesa pubblicitaria; Google Ads lo usa come obiettivo nella strategia di offerta ROAS target.
  • Il ROAS di pareggio è 1 diviso il margine lordo: con un margine del 40% servono almeno 2,5 euro di fatturato per ogni euro di annunci solo per andare in pari.
  • Le tre metriche vanno lette insieme e su dati reali di CRM: un ROAS alto calcolato su conversioni gonfiate o su un solo acquisto può nascondere una perdita.

Quanto ti costa un cliente, quanto ti fa guadagnare e quanto rende ogni euro speso in pubblicità? Sono tre domande diverse, e corrispondono a tre sigle che compaiono in ogni report di marketing: CAC, LTV e ROAS. Questa guida spiega come calcolarle senza fogli di calcolo complicati, come leggerle insieme, qual è il ROAS minimo per non perdere soldi e quali errori fanno sembrare redditizia una campagna che non lo è. In fondo trovi un calcolatore in tabella da rifare con i tuoi numeri.

Cosa misurano CAC, LTV e ROAS, in breve?

Il CAC misura quanto spendi per ottenere un nuovo cliente, l’LTV quanto guadagni da quel cliente nel tempo, il ROAS quanto fatturato generano gli annunci rispetto alla loro spesa. Le prime due guardano all’azienda intera, la terza alla singola campagna. Prese da sole raccontano mezza storia.

MetricaFormulaRisponde alla domandaDove si usa
CAC(spesa marketing + costi commerciali) / nuovi clientiQuanto mi costa un cliente?Budget, pricing, scelta dei canali
LTVvalore medio ordine × margine % × numero di acquistiQuanto vale un cliente nel tempo?Quanto posso spendere per acquisirlo
ROASfatturato attribuito agli annunci / spesa annunciQuanto rende ogni euro in pubblicità?Ottimizzazione delle campagne
ROI(profitto − investimento) / investimentoCi ho guadagnato davvero?Valutazione complessiva

Come si calcola il CAC (costo di acquisizione cliente)?

Il CAC si calcola dividendo tutti i costi sostenuti per acquisire clienti in un periodo per il numero di nuovi clienti acquisiti nello stesso periodo. “Tutti i costi” significa pubblicità, compensi di agenzie o consulenti, software di marketing e, se c’è una fase commerciale, il tempo delle persone che seguono i preventivi.

Esempio: in un trimestre spendi 6.000 euro in Google Ads e Meta Ads, 3.000 euro di agenzia e stimi 3.000 euro di tempo commerciale. Hai acquisito 40 nuovi clienti. Il CAC è (6.000 + 3.000 + 3.000) / 40 = 300 euro. Se consideri solo la pubblicità ottieni 150 euro: è il cosiddetto CAC “pagato”, utile per confrontare canali, ma ottimista se usato per decidere i prezzi.

Attenzione al costo per lead

Il costo per lead (CPL) non è il CAC. Se un lead costa 30 euro e chiude un lead su dieci, ogni cliente costa almeno 300 euro di sola pubblicità. Ragionare sul CPL fa scegliere campagne che portano molti contatti economici e pochi clienti.

Come si calcola l’LTV (customer lifetime value)?

L’LTV si calcola moltiplicando il valore medio di un acquisto per il margine lordo percentuale e per il numero medio di acquisti che un cliente fa durante la relazione. Va calcolato sul margine, non sul fatturato: è il margine che paga la pubblicità.

Esempio: un cliente spende in media 200 euro per ordine, il margine lordo è del 40% e compra in media 3 volte. L’LTV è 200 × 0,40 × 3 = 240 euro. Per un servizio in abbonamento la formula diventa: canone mensile × margine × mesi medi di permanenza. Un canone di 100 euro con margine del 70% e permanenza media di 18 mesi dà 1.260 euro.

Per le PMI con pochi dati la regola pratica è usare un orizzonte prudente, per esempio 12 o 24 mesi, invece di un “per sempre” teorico. Un LTV sovrastimato porta a spendere troppo per acquisire clienti. Allo stesso tempo l’LTV ricorda perché la fidelizzazione conta: secondo un articolo della Harvard Business Review, acquisire un nuovo cliente può costare da cinque a 25 volte più che mantenerne uno.

Qual è un buon rapporto LTV/CAC?

Il rapporto LTV/CAC dice quante volte il margine generato da un cliente ripaga il costo per acquisirlo. Sotto 1 ogni cliente è in perdita; intorno a 1 si lavora per niente; più sale, più spazio c’è per i costi fissi e per crescere. Nel mondo delle aziende in abbonamento circola il riferimento di 3 a 1, ma è una convenzione di settore, non una soglia scientifica.

Nell’esempio precedente l’LTV è 240 euro e il CAC 300 euro: il rapporto è 0,8. L’azienda perde 60 euro per ogni nuovo cliente, anche se le campagne mostrano conversioni a buon prezzo. Le leve sono tre: abbassare il CAC (canali più mirati, chiusura più alta), alzare il margine o aumentare gli acquisti ripetuti. Accanto al rapporto conviene guardare il periodo di recupero: quanti mesi servono perché il margine cumulato di un cliente ripaghi il suo CAC. Più è breve, meno cassa serve per crescere.

Come si calcola il ROAS e che differenza c’è con il ROI?

Il ROAS si calcola dividendo il fatturato attribuito agli annunci per la spesa pubblicitaria. Se spendi 1.000 euro e gli annunci generano 4.000 euro di vendite, il ROAS è 4, cioè 400%. Il ROI invece considera il profitto dopo tutti i costi: con un margine del 30%, quei 4.000 euro valgono 1.200 euro di margine, e il ROI degli annunci è (1.200 − 1.000) / 1.000 = 20%.

Il ROAS è la metrica nativa delle piattaforme. In Google Ads la strategia di offerta ROAS target cerca di massimizzare il valore di conversione mantenendo il ritorno medio che imposti, e funziona solo se registri un valore di conversione affidabile per ogni azione. Google stessa, nelle best practice per le offerte basate sul valore, insiste sull’importanza di passare valori che riflettano il reale impatto sul business.

Qual è il ROAS minimo per non perdere soldi?

Il ROAS di pareggio è 1 diviso il margine lordo. Con un margine del 50% serve un ROAS di 2; con il 25% serve 4; con il 10% serve 10. Sotto questa soglia ogni vendita generata dagli annunci costa più del margine che porta, a meno che il cliente non torni a comprare.

1 / margine

La formula del ROAS di pareggio: con un margine lordo del 40% servono almeno 2,5 euro di fatturato per ogni euro di pubblicità solo per coprire la spesa, senza contare agenzia e costi fissi.

Il ROAS di pareggio però considera un solo acquisto. Se l’LTV è alto, si può accettare un ROAS iniziale sotto la soglia e recuperare con gli acquisti successivi. È una scelta legittima, a patto di sapere quanto tempo serve e di avere la cassa per sostenerla.

Calcolatore in tabella: rifallo con i tuoi numeri

Il modo più rapido per capire la propria situazione è compilare una tabella con sei numeri. Qui sotto un esempio per una PMI di servizi con valori ipotetici: sostituisci la colonna “Esempio” con i tuoi dati degli ultimi tre o sei mesi.

VoceCome si ottieneEsempio
A. Spesa annunciGoogle Ads + Meta Ads del periodo6.000 €
B. Altri costi di acquisizioneAgenzia, software, tempo commerciale4.000 €
C. Nuovi clientiDal CRM, non dalla piattaforma25
D. Valore medio primo acquistoFatturato nuovi clienti / C1.200 €
E. Margine lordoDal conto economico45%
F. Acquisti medi per cliente in 24 mesiStorico clienti2
CAC(A + B) / C400 €
LTV a 24 mesiD × E × F1.080 €
Rapporto LTV/CACLTV / CAC2,7
ROAS primo acquisto(D × C) / A5
ROAS di pareggio1 / E2,2

In questo esempio le campagne sono sane: il ROAS sul primo acquisto (5) è più del doppio della soglia di pareggio (2,2) e ogni cliente restituisce in due anni quasi tre volte quanto è costato. Se il ROAS fosse 2 e i clienti non tornassero, la stessa attività starebbe perdendo denaro con dashboard apparentemente positive.

Quali errori rendono sbagliati questi calcoli?

L’errore più grave è usare i dati delle piattaforme come se fossero il conto economico. Google Ads e Meta attribuiscono conversioni con modelli e finestre propri, possono contare due volte la stessa vendita e non sanno quale lead è diventato contratto. I calcoli vanno fatti sui clienti registrati nel CRM o in contabilità.

  • ROAS su fatturato con IVA o lordo di resi: gonfia il risultato anche del 20-30%.
  • CAC solo pubblicitario: ignora agenzia e tempo commerciale, e sottostima il costo reale.
  • LTV calcolato sul fatturato invece che sul margine.
  • Conversioni non collegate alle vendite: nei servizi, una richiesta di preventivo non è un cliente. L’importazione di conversioni dal CRM permette di insegnare alla piattaforma quali lead valgono.
  • Periodi non allineati: spesa di settembre confrontata con clienti di settembre, quando il ciclo medio di vendita è di due mesi.

Abbiamo raccontato un caso concreto, con lo scarto tra conversioni della piattaforma e lead reali, nella guida su come capire se Google Ads conviene dai contratti firmati.

Checklist: misuri davvero la redditività del marketing?

  1. Hai un numero unico e condiviso di nuovi clienti per mese, preso dal CRM.
  2. Conosci il margine lordo medio per servizio o categoria di prodotto.
  3. Il CAC include agenzia, software e tempo commerciale.
  4. Conosci il tuo ROAS di pareggio e lo hai scritto nel brief delle campagne.
  5. Le conversioni in piattaforma hanno un valore vicino al valore reale.
  6. Rivedi i numeri con una finestra coerente con il ciclo di vendita (60-90 giorni nei servizi).

Cosa significa per un’attività

CAC, LTV e ROAS trasformano il marketing da costo a investimento misurabile. Per una PMI non serve un modello finanziario sofisticato: bastano sei numeri aggiornati ogni trimestre per sapere se le campagne guadagnano, quanto si può alzare il budget e dove intervenire. Spesso la scoperta è che il problema non è il costo del clic ma il margine, il tasso di chiusura o i clienti che non tornano. Sono leve che stanno dentro l’azienda, ed è da lì che conviene partire prima di aumentare la spesa.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra ROAS e ROI?+

Il ROAS confronta il fatturato generato dagli annunci con la spesa pubblicitaria, senza considerare i costi del prodotto o del servizio. Il ROI misura invece il profitto netto rispetto all'investimento. Un ROAS di 3 può corrispondere a un ROI positivo con margini alti e a una perdita con margini bassi. Per questo il ROAS va sempre letto accanto al margine.

Qual è un buon ROAS su Google Ads?+

Non esiste un valore valido per tutti. Un buon ROAS è quello sopra la tua soglia di pareggio, cioè 1 diviso il margine lordo, con un cuscinetto per i costi fissi. Un e-commerce con margine del 20% ha bisogno di un ROAS superiore a 5, mentre un servizio con margine del 70% può essere redditizio già con un ROAS di 2.

Come calcolo l'LTV se ho appena iniziato e non ho storico?+

Si parte da stime prudenti: valore del primo acquisto per margine, più una stima conservativa degli acquisti ripetuti basata su quanto sai del settore o dei primi clienti. Conviene usare un orizzonte breve, 12 mesi, e aggiornare il calcolo ogni trimestre man mano che arrivano dati reali.

Il CAC deve includere lo stipendio dei commerciali?+

Se una parte del lavoro dei commerciali è dedicata ad acquisire nuovi clienti, sì, almeno in quota. Escluderlo fa sembrare economico un canale che in realtà richiede molto tempo di vendita. Si può tenere un CAC solo pubblicitario per confrontare i canali tra loro e un CAC completo per le decisioni su prezzi e budget.

Posso usare il ROAS anche se vendo servizi e raccolgo solo lead?+

Sì, ma devi assegnare un valore ai lead o, meglio, importare in Google Ads e Meta i contratti chiusi con il loro valore. Senza questo passaggio il ROAS mostrato dalla piattaforma si basa su valori stimati e può differire molto da quello reale.

Fonti

  1. Informazioni sulle offerte basate sul ROAS target — Guida di Google Ads
  2. Informazioni sui valori di conversione — Guida di Google Ads
  3. Best practice per l'offerta basata sul valore — Guida di Google Ads
  4. Informazioni sulla misurazione delle conversioni — Guida di Google Ads
  5. Informazioni su Smart Bidding — Guida di Google Ads
  6. The Value of Keeping the Right Customers — Harvard Business Review, 2014-10-29
Giovanni Boscolo
L’autore

Giovanni Boscolo

Founder di Digital Cares · Esperto di AI applicata al marketing

Founder di Digital Cares, studio associato di strategia digitale. Progetta sistemi di acquisizione clienti che uniscono Google Ads, Meta Ads, landing page, CRM e vendita, misurati fino al contratto firmato. Lavora ogni giorno con l'AI applicata al marketing: video generati con l'AI, automazioni e visibilità nei motori di ricerca basati sull'intelligenza artificiale.

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