Home › Digital Magazine › Siti Web e Landing
Siti Web e Landing

Landing page che converte: anatomia in 9 blocchi e come fare un test A/B serio

La struttura di una landing page efficace blocco per blocco, cosa dicono i dati su velocità e moduli, e come fare test A/B che portano a decisioni affidabili.

Giovanni Boscolo
Giovanni BoscoloFounder di Digital Cares · Esperto AI
Aggiornato il 9 min di lettura
⚡ In sintesi
  • Una landing page è una pagina con un solo obiettivo, ad esempio una richiesta di preventivo, costruita per chi arriva da una campagna specifica.
  • La struttura che funziona per la maggior parte dei servizi segue nove blocchi: promessa, prova immediata, problema, soluzione, come funziona, prove sociali, offerta, obiezioni e modulo.
  • La velocità conta: Google indica come soglie di buona esperienza un LCP entro 2,5 secondi, un INP entro 200 millisecondi e un CLS entro 0,1.
  • Meno campi nel modulo riducono l'attrito: Baymard nel 2024 ha rilevato in media 11,3 campi nei checkout analizzati, contro gli 8 che basterebbero alla maggior parte dei siti.
  • Un test A/B serio cambia un elemento importante alla volta, stabilisce prima la dimensione del campione e dura almeno un ciclo settimanale completo.

Una campagna può portare il pubblico giusto e fallire lo stesso, perché la pagina su cui arriva non convince. La landing page è il punto in cui il budget pubblicitario diventa un contatto oppure si perde. In questa guida vediamo la struttura in nove blocchi che usiamo come base per i servizi, i dati verificabili su velocità e moduli, e il metodo per fare test A/B che portano a decisioni e non a impressioni.

Cos’è una landing page e perché non basta il sito?

Una landing page è una pagina con un solo obiettivo, pensata per chi arriva da una campagna precisa. Il sito aziendale parla a tutti e offre molte strade; la landing page parla a una persona con un bisogno e le chiede una sola azione.

Pagina del sito
  • Menu completo e molti link
  • Più servizi nella stessa pagina
  • Obiettivo generico: informare
  • Difficile da misurare per campagna
Landing page
  • Niente menu, un solo invito all’azione
  • Un servizio, un pubblico
  • Obiettivo preciso: modulo, chiamata, prenotazione
  • Coerente con l’annuncio che la precede

Com’è fatta una landing page che converte?

Una landing page efficace risponde, nell’ordine, alle domande che il visitatore si fa: è per me? mi posso fidare? come funziona? quanto mi costa? cosa devo fare adesso? I nove blocchi seguenti traducono queste domande in sezioni.

1. Promessa (sopra la piega)

Titolo con il risultato concreto per un pubblico preciso, sottotitolo che spiega come, pulsante visibile. Deve riprendere le parole dell’annuncio.

2. Prova immediata

Una riga di credibilità subito sotto: numero di clienti, valutazione media delle recensioni, loghi, anni di attività. Solo dati veri.

3. Problema

La situazione del cliente descritta con le sue parole. Serve a far dire “parla di me”.

4. Soluzione

Cosa offri e cosa cambia, in termini di risultato e non di caratteristiche tecniche.

5. Come funziona

Tre o quattro passaggi dal primo contatto al risultato. Riduce l’incertezza più di qualsiasi slogan.

6. Prove sociali

Recensioni con nome e contesto, casi con numeri, foto reali. Meglio poche e specifiche che tante generiche.

7. Offerta

Cosa ottiene chi compila: consulenza, preventivo entro un tempo preciso, prova, guida. Se possibile, una fascia di prezzo.

8. Obiezioni (FAQ)

Le domande che i clienti fanno davvero al telefono: tempi, costi, garanzie, cosa succede dopo.

9. Modulo e ripetizione dell’invito

Modulo corto, cosa succede dopo l’invio, recapito alternativo (telefono o WhatsApp).

Perché l’ordine conta: le ricerche di Nielsen Norman Group mostrano che sul web molte persone leggono a scansione, con il noto schema a F, e che la parte alta della pagina riceve più attenzione del resto. Titoli chiari, elenchi e grassetti permettono di capire l’offerta anche a chi non legge tutto.

Quanto conta la velocità della pagina?

La velocità conta perché chi arriva da un annuncio, quasi sempre da smartphone, non aspetta. Google misura l’esperienza della pagina con i Core Web Vitals e indica soglie precise per considerarla buona.

MetricaCosa misuraSoglia “buona”Causa tipica di problemi
LCP (Largest Contentful Paint)Quando appare l’elemento principaleEntro 2,5 secondiImmagine o video di apertura pesante
INP (Interaction to Next Paint)Reattività ai tocchi e ai clicEntro 200 millisecondiTroppi script di terze parti
CLS (Cumulative Layout Shift)Stabilità visiva durante il caricamentoEntro 0,1Banner e immagini senza dimensioni

Le soluzioni più frequenti sono semplici: immagini compresse in formato moderno, niente video in riproduzione automatica in apertura, pochi script esterni, caratteri caricati in modo efficiente. Sulle campagne Google Ads, l’esperienza sulla pagina di destinazione è anche una componente del punteggio di qualità.

Come deve essere il modulo di contatto?

Il modulo deve chiedere il minimo necessario per il primo contatto. Il Baymard Institute, analizzando i checkout di grandi e-commerce, ha rilevato nel 2024 una media di 11,3 campi, mentre per la maggior parte dei siti ne basterebbero 8 (Baymard, giugno 2024). Il principio vale anche per i moduli di richiesta: ogni campo deve guadagnarsi il posto.

11,3 vs 8

Campi medi nei checkout analizzati contro quelli che, secondo lo studio, sarebbero sufficienti per la maggior parte dei siti. Baymard Institute, 2024

  • Chiedi telefono o email, non entrambi se non servono.
  • Una domanda di qualificazione (budget, tempistica, tipo di esigenza) vale più di tre campi anagrafici.
  • Scrivi sul pulsante cosa succede: “Ricevi il preventivo entro 24 ore” invece di “Invia”.
  • Dopo l’invio, una pagina di ringraziamento con i prossimi passi e il tracciamento della conversione.

Come rendere coerenti annuncio e landing page?

La coerenza tra annuncio e pagina è il primo fattore di fiducia: chi clicca deve ritrovare subito la promessa che lo ha convinto. Se l’annuncio parla di “preventivo in 24 ore per impianti fotovoltaici a Padova” e la pagina si apre con “Soluzioni energetiche innovative”, il visitatore pensa di aver sbagliato posto.

Il controllo pratico si fa mettendo fianco a fianco annuncio e parte alta della pagina:

Nell’annuncioNella pagina deve esserci
Parola chiave cercataLa stessa espressione nel titolo o nel sottotitolo
Offerta (preventivo, consulenza, prova)La stessa offerta nel pulsante principale
Zona o pubblicoRiferimento esplicito a zona o tipo di cliente
Prova (recensioni, anni, numeri)La stessa prova subito visibile

Per campagne con servizi diversi conviene una pagina per servizio, o almeno titoli dinamici che cambiano in base alla campagna. È più lavoro all’inizio, ma rende più semplice capire quale messaggio funziona.

Dove trovare le parole giuste

Le parole migliori per titolo e sezioni non si inventano: si raccolgono. Le fonti più utili sono le domande ricevute al telefono e via email, le recensioni dei clienti (soprattutto le frasi che descrivono il prima e il dopo), il report dei termini di ricerca di Google Ads e le obiezioni annotate dai commerciali nei preventivi persi. Una landing scritta con il vocabolario dei clienti suona familiare a chi legge e risponde a domande reali, non a quelle che l’azienda immagina.

Mobile prima di tutto

La maggior parte del traffico da social e una parte rilevante di quello da ricerca arrivano da smartphone. Prima di pubblicare, apri la pagina sul telefono: la promessa e il pulsante devono stare nella prima schermata, il numero di telefono deve essere cliccabile, il modulo deve aprire la tastiera giusta per ogni campo (numerica per il telefono, email per l’indirizzo).

Come si fa un test A/B serio su una landing page?

Un test A/B serio confronta due versioni della pagina mostrate a gruppi casuali di visitatori nello stesso periodo, con una sola ipotesi e un numero di visite stabilito prima di iniziare. Google Optimize è stato ritirato a settembre 2023; per chi usa Google Ads, gli esperimenti personalizzati permettono di dividere il traffico di una campagna tra due pagine di destinazione.

  1. Scrivi l’ipotesi: “Se mostriamo la fascia di prezzo sopra la piega, le richieste aumentano perché togliamo il dubbio principale”.
  2. Scegli una metrica: tasso di invio del modulo o, meglio, contatti qualificati.
  3. Calcola il campione: un calcolatore come quello di Evan Miller indica quante visite servono per rilevare la differenza che ti interessa.
  4. Fai durare il test almeno una settimana intera, meglio due, per includere giorni feriali e fine settimana.
  5. Non fermarlo al primo picco: guardare i risultati ogni giorno e fermarsi quando conviene porta a falsi vincitori.
Con poco traffico

Se una landing riceve poche centinaia di visite al mese, i test su dettagli non arriveranno mai a una conclusione. Meglio testare cambiamenti grandi (offerta, struttura, prova sociale) e affiancare i numeri con dati qualitativi: registrazioni delle sessioni, domande ricevute al telefono, motivi dei preventivi persi.

Quali sono gli errori più comuni?

  • Titolo che parla dell’azienda invece che del risultato per il cliente.
  • Incoerenza con l’annuncio: l’annuncio promette una cosa, la pagina ne mostra un’altra.
  • Troppi inviti all’azione diversi: modulo, newsletter, social, catalogo.
  • Prove sociali generiche o non verificabili.
  • Pagina lenta da mobile per un video o una galleria in apertura.
  • Nessun tracciamento della pagina di ringraziamento: senza conversione registrata non c’è ottimizzazione.

Cosa significa per la tua attività?

Migliorare la landing page è spesso l’intervento più economico per abbassare il costo per contatto: a parità di budget pubblicitario, una pagina che converte il doppio dimezza il costo di ogni richiesta. Il metodo è semplice da descrivere e richiede disciplina per applicarlo: struttura chiara, pagina veloce, modulo essenziale, misurazione corretta e test su ipotesi che contano. Per capire se le richieste diventano davvero clienti, collega la pagina al CRM come spieghiamo in https://www.digitalcares.it/2026/10/05/google-ads-conviene-misurare-contratti-crm/.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra landing page e sito web?+

Il sito presenta l'azienda a pubblici diversi e offre molti percorsi: servizi, chi siamo, blog, contatti. La landing page ha un solo pubblico e un solo obiettivo, di solito legato a una campagna. Toglie menu e distrazioni e porta il visitatore verso un'unica azione, come compilare un modulo o prenotare una chiamata.

Quanto deve essere lunga una landing page?+

Dipende da quanto è impegnativa la decisione. Per un'azione semplice, come scaricare una guida, basta una pagina corta. Per un servizio costoso o una scelta importante servono più prove, risposte alle obiezioni ed esempi. La regola pratica è rispondere a tutte le domande che il cliente farebbe al telefono prima di decidere, senza ripetizioni.

Quanti campi deve avere il modulo?+

Solo quelli che servono davvero per il primo contatto: spesso nome, telefono o email e una domanda di qualificazione. Ogni campo in più riduce le compilazioni, anche se può migliorare la qualità. Se ti servono molte informazioni, valuta un modulo in più passaggi, con le domande facili all'inizio e i dati di contatto alla fine.

Con quale strumento si fa un test A/B dopo Google Optimize?+

Google Optimize è stato ritirato a settembre 2023. Oggi si usano strumenti dedicati di sperimentazione, le funzioni di test di alcuni costruttori di pagine o gli esperimenti di Google Ads, che dividono il traffico della campagna tra due pagine di destinazione. L'importante è che la suddivisione sia casuale e che le conversioni siano tracciate allo stesso modo.

Quanto traffico serve per un test A/B?+

Dipende dal tasso di conversione di partenza e dalla differenza che vuoi rilevare. Con pochi contatti al mese è difficile dimostrare miglioramenti piccoli: conviene testare cambiamenti grandi, come una nuova offerta o una struttura diversa. Un calcolatore di dimensione campione, come quello di Evan Miller, indica quante visite servono prima di iniziare.

Cosa testare per primo su una landing page?+

Prima ciò che ha più impatto: l'offerta e la promessa del titolo, poi la prova sociale vicino al modulo, poi il modulo stesso. Colori dei pulsanti e piccoli dettagli grafici raramente spostano i risultati in modo misurabile su volumi da PMI. Ogni test parte da un'ipotesi scritta: cosa cambi, perché, e quale metrica dovrebbe migliorare.

Fonti

  1. Web Vitals — web.dev (Google), 2026
  2. Checkout Optimization: Minimize Form Fields — Baymard Institute, 2024-06-26
  3. F-Shaped Pattern of Reading on the Web — Nielsen Norman Group, 2017
  4. Scrolling and Attention — Nielsen Norman Group, 2018
  5. Google Optimize: ritiro a settembre 2023 — Guida di Analytics, 2023
  6. Configurare un esperimento personalizzato — Guida di Google Ads, 2026
  7. Sample Size Calculator — Evan Miller, 2026
Giovanni Boscolo
L’autore

Giovanni Boscolo

Founder di Digital Cares · Esperto di AI applicata al marketing

Founder di Digital Cares, studio associato di strategia digitale. Progetta sistemi di acquisizione clienti che uniscono Google Ads, Meta Ads, landing page, CRM e vendita, misurati fino al contratto firmato. Lavora ogni giorno con l'AI applicata al marketing: video generati con l'AI, automazioni e visibilità nei motori di ricerca basati sull'intelligenza artificiale.

Seguilo su LinkedIn
Parliamone

Vuoi un sistema che trasformi clic e ricerche AI in clienti veri?

Costruiamo sistemi di acquisizione che collegano campagne, contenuti, CRM e vendita, misurati fino al contratto firmato.

Candida il tuo progetto