Settore · Sanità privata
Marketing per studi medici e dentistici
Nella sanità privata il marketing ha un perimetro stretto, ed è giusto così: i pazienti devono scegliere sulla base di informazioni corrette, non di promesse. Dentro quel perimetro, però, c’è molto spazio per farsi trovare, spiegare bene e gestire meglio le richieste.
Quali problemi di acquisizione hanno gli studi medici e dentistici?
Dipendenza dal passaparola, concorrenza di catene e centri con budget alti, richieste perse al telefono e comunicazione che non spiega le prestazioni.
Molti studi hanno pazienti fedeli ma faticano a farsi trovare da chi si è appena trasferito o cerca una prestazione specifica (implantologia, ortodonzia invisibile, visita specialistica). Spesso il sito elenca le prestazioni senza spiegarle e il telefono squilla a vuoto negli orari di massima attività.
C’è poi il tema della fiducia: il paziente vuole capire chi lo curerà, come funziona il percorso, quali sono tempi e modalità di pagamento. Se il sito non lo dice, sceglie chi lo dice. Nelle città con grandi poli ospedalieri, come Padova, Bologna, Verona o Trieste, la concorrenza privata è particolarmente fitta. Lavoriamo con realtà del Triveneto e dell’Emilia-Romagna dalla nostra sede di Padova, con incontri in presenza su richiesta.
Quali canali sono adatti alla sanità privata?
Google è il canale principale: ricerche per prestazione e zona, profilo dell’attività con informazioni complete, pagine informative. Meta va usato con cautela e con contenuti divulgativi.
Le ricerche “dentista + quartiere”, “visita dermatologica + città” o “ortodonzia adulti” hanno intenzione alta e si presidiano con annunci informativi e pagine chiare. Il profilo dell’attività su Google, con orari, servizi e foto reali, conta quanto il sito.
Su Meta le piattaforme limitano il targeting basato sulla salute e l’uso di dati sensibili: si lavora con pubblici geografici ampi e contenuti di educazione sanitaria. Email e messaggi servono soprattutto per richiami e controlli periodici, con consensi specifici.
Il tuo studio riceve richieste che si perdono tra telefono, email e WhatsApp? Mettiamole in ordine.
Richiedi un check-up gratuitoCome funziona un sistema di acquisizione per uno studio?
Ricerca della prestazione, pagina informativa, richiesta di appuntamento o chiamata, conferma, prima visita, piano di cura accettato.
| Fase | Volume | Tasso |
|---|---|---|
| Visite alle pagine delle prestazioni | 1.800 | — |
| Richieste di appuntamento o chiamate | 72 | 4% delle visite |
| Appuntamenti fissati | 50 | 69% delle richieste |
| Prime visite effettuate | 42 | 84% degli appuntamenti |
| Piani di cura accettati | 17 | 40% delle prime visite |
Esempio indicativo, non un risultato garantito né un caso cliente: i valori reali dipendono da mercato, offerta e budget.
Nell’esempio, con 1.500 euro di budget, il costo per piano di cura accettato sarebbe di circa 88 euro. In questo settore il guadagno più rapido sta quasi sempre nel tasso richiesta-appuntamento: rispondere subito e richiamare chi non è riuscito a prenotare.
Guide pratiche e casi di metodo li trovi nel Digital Magazine.
Quali regole valgono per la pubblicità sanitaria?
La Legge 145/2018 (art. 1, comma 525) consente solo comunicazioni informative, prive di elementi promozionali o suggestivi; il codice di deontologia medica e gli ordini vigilano sulla correttezza.
In concreto: si possono comunicare titoli, specializzazioni, prestazioni, strutture, orari e tariffe in modo trasparente; non si possono usare promozioni aggressive, offerte a tempo che spingono a decisioni cliniche, foto prima/dopo con finalità suggestive o promesse di risultato. Il Codice di deontologia medica richiede un’informazione sanitaria veritiera e prudente; gli ordini professionali possono intervenire sulle violazioni.
Sul fronte privacy, i dati sulla salute sono categorie particolari ai sensi dell’art. 9 del GDPR: moduli e pixel non devono trasmettere a terzi informazioni sulla prestazione richiesta. Progettiamo il tracciamento per misurare le conversioni senza esporre dati sanitari.
Vuoi una comunicazione efficace ma conforme alle regole sanitarie? Ne parliamo nel check-up.
Richiedi un check-up gratuitoQuali KPI misurare in uno studio medico o dentistico?
Richieste per prestazione, tasso richiesta-appuntamento, tasso di presentazione, piani di cura accettati e costo per nuovo paziente.
- Chiamate e richieste per prestazione.
- Percentuale di chiamate perse.
- Tasso richiesta-appuntamento e no-show.
- Piani di cura accettati sul totale delle prime visite.
- Costo per nuovo paziente per canale.
Analisi e approfondimenti di metodo nel Digital Magazine.
Quali errori evitare?
Promozioni aggressive, foto suggestive, pixel configurati male e chiamate perse: sono i problemi che vediamo più spesso.
Oltre ai rischi deontologici e privacy, questi errori danneggiano la fiducia dei pazienti. Un sito sobrio e chiaro, un tracciamento rispettoso dei dati sanitari e una segreteria organizzata spesso valgono più di qualsiasi aumento di budget.
Domande frequenti
Uno studio dentistico può fare pubblicità su Google?
Sì, con annunci e pagine di carattere informativo, senza elementi promozionali o suggestivi, come richiesto dalla normativa sulla pubblicità sanitaria.
Si possono pubblicare le tariffe?
Sì, le tariffe possono essere comunicate in modo trasparente; vanno evitate formule promozionali che inducano a scelte non necessarie.
Si possono usare foto prima e dopo?
Sono un terreno delicato: in molti casi vengono considerate suggestive. Valutiamo con il professionista e, nel dubbio, non le usiamo.
Il pixel di Meta è compatibile con il GDPR in sanità?
Solo se configurato per non trasmettere dati sanitari e con consenso dell’utente. Spesso preferiamo misurazioni lato server con dati minimi.
Lavorate con poliambulatori?
Sì, anche con strutture che hanno più specialità e più sedi.
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