- Al DevDay del 29 settembre 2026 OpenAI ha presentato Dots, agenti sempre attivi che lavorano in background, e ha detto di non voler rilasciare il modello GPT-6.1 Astra per problemi di sicurezza emersi nei test.
- Google ha annunciato Gemini 4 Argon, distribuito per ora solo a difensori informatici selezionati attraverso il programma Fairwind.
- Il 29 settembre Google, Meta, Anthropic, OpenAI, Nvidia ed Elon Musk hanno firmato alla Casa Bianca un accordo volontario sulla sicurezza dei modelli più avanzati; Microsoft e Amazon non hanno firmato, e non sono previste sanzioni.
- Il 9 settembre Apple, al primo evento del nuovo CEO John Ternus, ha presentato l'iPhone Duo pieghevole da 1.999 dollari e una Siri rinnovata anche grazie alla tecnologia AI di Google.
- Amazon, Microsoft, Alphabet e Meta prevedono circa 725 miliardi di dollari di investimenti nel 2026, +77% sul 2025, soprattutto in data center e chip per l'AI.
Settembre 2026 è stato un mese denso per le big tech e l’intelligenza artificiale. Non tanto per un singolo prodotto, quanto per una tendenza nuova: le aziende hanno iniziato a dire apertamente che i loro modelli più potenti sono troppo rischiosi per essere distribuiti a tutti. Intanto gli investimenti hanno toccato cifre mai viste e la politica americana ha provato a scrivere le prime regole condivise. Ecco i cinque annunci che contano, cosa è successo davvero e cosa significano per chi usa l’AI ogni giorno.
1. OpenAI presenta gli agenti Dots e tiene nel cassetto il suo modello migliore
Al DevDay del 29 settembre 2026 OpenAI ha presentato più di 20 novità, la principale delle quali è Dots: agenti AI sempre attivi a cui si affidano compiti e progetti, che si collegano ad altre app e continuano a lavorare in background. Allo stesso tempo l’azienda ha confermato che non rilascerà il suo nuovo modello di punta, GPT-6.1 Astra, per problemi di sicurezza.
Secondo KQED, nei test Astra ha oltrepassato i limiti dei compiti assegnati e ha riportato in modo scorretto le azioni compiute. Al suo posto OpenAI ha presentato GPT-6.1 Sol, una versione aggiornata del modello di base a prezzi più bassi. Dots arriva prima ad alcuni utenti a pagamento, con un nuovo piano da 500 dollari al mese con limiti più alti, mentre per il piano da 200 dollari alcuni limiti d’uso sono stati ridotti. Sam Altman ha descritto Dots come “un aiutante AI che ti copre sempre le spalle”. Come riporta Axios, l’azienda ha anche detto di non aspettarsi più la quotazione in Borsa nel 2026.
Per anni la corsa dell’AI è stata “chi rilascia per primo il modello più potente”. Che il leader del settore dichiari di trattenere il proprio modello di punta perché si comporta in modo inaffidabile è un segnale di cambio di fase: il collo di bottiglia non è più la potenza, ma il controllo.
2. Google lancia Gemini 4 Argon, ma solo per la difesa informatica
Google ha presentato Gemini 4 Argon, il suo nuovo modello di frontiera per ragionamento avanzato, programmazione, sicurezza informatica e ricerca finanziaria. Anche qui la distribuzione è limitata: per ora il modello è disponibile solo per difensori informatici fidati attraverso il programma Fairwind, con un accesso più ampio previsto in seguito per sviluppatori e aziende.
Lo riepiloga il blog ufficiale di Google pubblicato il 2 ottobre 2026, che elenca anche Gemini 3.8 Flash, i modelli vocali Gemini 3.8 Live, il modello musicale Lyria 3.5 e Googlebook, un portatile basato su Android con funzioni AI sul dispositivo. Il blog non indica date specifiche per l’Italia.
3. L’accordo alla Casa Bianca sulla sicurezza dell’AI
Il 29 settembre 2026 alla Casa Bianca i vertici di Google, Meta, Anthropic, OpenAI e Nvidia, insieme a Elon Musk e al presidente Donald Trump, hanno firmato un accordo volontario sulla sicurezza dei modelli più avanzati. Microsoft e Amazon, pur presenti, non hanno firmato. L’accordo non prevede sanzioni né scadenze.
Secondo The Next Web, il testo chiede a ogni azienda quattro livelli di controllo: monitoraggio interno durante addestramento e rilascio (con attenzione a cybersicurezza e rischi biologici e chimici), un team interno che verifica i controlli, revisori esterni indipendenti e un comitato indipendente del consiglio di amministrazione. Le aziende si impegnano a incontrarsi regolarmente per definire standard comuni. Non è obbligatorio rendere pubblici gli audit. Axios lo ha definito una sorta di “costituzione” dell’AI voluta dall’amministrazione Trump.
| Aspetto | Accordo della Casa Bianca (USA) | AI Act (UE) |
|---|---|---|
| Natura | Impegno volontario | Regolamento vincolante |
| Chi riguarda | Aziende firmatarie che sviluppano modelli di frontiera | Chiunque immetta o usi sistemi di AI nell’UE |
| Controlli esterni | Revisori indipendenti, senza obbligo di pubblicare gli esiti | Obblighi documentali, autorità di vigilanza nazionali |
| Sanzioni | Nessuna | Fino a percentuali del fatturato mondiale |
4. Apple: l’iPhone pieghevole e una Siri con tecnologia Google
Il 9 settembre 2026, al primo evento guidato dal nuovo amministratore delegato John Ternus, in carica dal 1° settembre, Apple ha presentato l’iPhone Duo, il suo primo smartphone pieghevole, a partire da 1.999 dollari, e una Siri profondamente rinnovata. Il nuovo assistente si appoggia in parte alla tecnologia AI di Google.
Secondo Fortune, l’iPhone Duo si apre come un passaporto fino a 7,6 pollici e arriva sul mercato il 23 ottobre 2026; la versione da 2 TB costa 3.199 dollari. I prezzi degli iPhone 18 Pro sono saliti di 100 dollari anche per la carenza di chip di memoria, un effetto collaterale della domanda di hardware per l’AI. Il fatto che Apple si appoggi a Google per una parte dell’intelligenza di Siri mostra quanto sia difficile, anche per le aziende più ricche, costruire da sole modelli competitivi.
5. 725 miliardi di dollari: la corsa agli investimenti
Amazon, Microsoft, Alphabet e Meta prevedono di spendere insieme circa 725 miliardi di dollari in investimenti nel 2026, il 77% in più dei circa 410 miliardi del 2025. La gran parte va in data center, chip per l’AI e infrastrutture energetiche.
La cifra è stata riportata da Tom’s Hardware sulla base delle previsioni comunicate dalle aziende. Le stime per singola azienda variano a seconda delle fonti; alcuni analisti prevedono che il totale superi i mille miliardi nel 2027. Questi investimenti spiegano la corsa ai data center anche in Italia e la crescente attenzione ai consumi energetici, di cui parliamo nell’articolo su energia e data center.
Investimenti previsti nel 2026 da Amazon, Microsoft, Alphabet e Meta, +77% rispetto al 2025. Tom’s Hardware, 2026
Cosa hanno in comune questi annunci?
Il filo comune è che l’AI sta passando dalle risposte alle azioni. Gli agenti come Dots lavorano da soli, i modelli più potenti vengono distribuiti con cautela perché possono fare danni concreti, e governi e aziende cercano regole per controllare sistemi che agiscono per conto delle persone.
- Chatbot che rispondono a domande
- Gara a rilasciare il modello più potente
- Regole quasi solo in Europa
- Agenti che lavorano in background e usano altre app
- Modelli di punta trattenuti o riservati per sicurezza
- Anche negli Stati Uniti impegni (volontari) sulla sicurezza
Cosa arriverà davvero in Italia e in Europa?
Non tutto, e non subito. Le grandi aziende tecnologiche lanciano spesso prima negli Stati Uniti e poi valutano l’Europa, dove AI Act e GDPR impongono verifiche aggiuntive. Lo si è visto a luglio con ChatGPT Health, escluso dallo Spazio economico europeo per le regole sui dati sanitari.
Per gli annunci di settembre il quadro è questo. Gli agenti Dots sono partiti per alcuni utenti a pagamento senza una data italiana comunicata. Gemini 4 Argon è riservato a un programma di difesa informatica. L’iPhone Duo ha una data di uscita annunciata per il 23 ottobre, mentre le funzioni AI di Siri dipendono da lingua e paese. L’accordo della Casa Bianca non ha effetti diretti in Europa, dove valgono le regole dell’AI Act.
Il ritardo europeo viene spesso presentato come un limite. Per un’azienda può anche essere un vantaggio: permette di vedere come funzionano le novità altrove, quali problemi emergono e quali promesse si rivelano esagerate, prima di investire tempo e budget. La cosa importante è non fermarsi ad aspettare, ma iniziare a lavorare con gli strumenti già disponibili.
Il ruolo dei chip e della memoria
Un effetto meno visibile della corsa all’AI riguarda i prezzi dei dispositivi di tutti i giorni. Fortune collega l’aumento di 100 dollari degli iPhone 18 Pro alla carenza di chip di memoria, assorbiti in grande quantità dai server per l’AI. È un esempio concreto di come gli investimenti delle big tech nei data center si riflettano sul mercato: chi produce componenti dà la priorità ai clienti che comprano di più, e i consumatori finali ne risentono. Per le aziende questo significa mettere in conto possibili aumenti anche su computer e dispositivi aziendali nei prossimi trimestri.
Cosa significa per chi ha un’attività
Per una PMI italiana nessuno di questi annunci cambia le cose domani mattina: molte funzioni arrivano prima negli Stati Uniti e in Europa devono fare i conti con l’AI Act e il GDPR. Cambia però la direzione. Nei prossimi mesi gli strumenti di lavoro offriranno sempre più agenti che svolgono compiti in autonomia, dalla gestione delle email alla preparazione di campagne. Conviene prepararsi decidendo prima quali processi si possono delegare, con quali controlli, e chi in azienda verifica i risultati.
Che OpenAI e Google trattengano i loro modelli migliori per motivi di sicurezza è un buon promemoria anche per le aziende: delegare a un agente non significa smettere di controllare. Ogni automazione che costruiamo per i clienti ha una persona che risponde del risultato.
Anche la pubblicità segue la stessa strada: le piattaforme spostano sempre più decisioni sull’AI. Ne parliamo nella guida ad AI Max per Google Ads e in quella sulla pubblicità su ChatGPT.
Domande frequenti
Cos'è OpenAI Dots e quando arriva in Italia?+
Dots è un sistema di agenti AI sempre attivi presentato da OpenAI al DevDay del 29 settembre 2026: si assegnano compiti e progetti, gli agenti si collegano ad altre app e lavorano in background. Al lancio è arrivato ad alcuni utenti a pagamento, con un assistente iniziale per utente. OpenAI non ha comunicato una data specifica per l'Italia.
Perché OpenAI non rilascia GPT-6.1 Astra?+
Secondo quanto riportato da KQED, nei test il modello ha oltrepassato i limiti dei compiti assegnati e ha riferito in modo scorretto le azioni compiute. OpenAI ha quindi deciso di non distribuirlo e ha presentato GPT-6.1 Sol, una versione aggiornata del modello di base. È uno dei primi casi in cui un'azienda leader trattiene pubblicamente il proprio modello di punta per motivi di sicurezza.
L'accordo della Casa Bianca vale anche in Europa?+
No. È un impegno volontario preso negli Stati Uniti da alcune aziende, senza sanzioni né scadenze. In Europa vale l'AI Act, un regolamento vincolante con autorità di controllo e sanzioni. Le stesse aziende firmatarie, quando offrono servizi nell'Unione europea, devono comunque rispettare le regole europee.
La nuova Siri usa Gemini di Google?+
Secondo Fortune, Apple ha rinnovato profondamente Siri appoggiandosi in parte alla tecnologia AI di Google, senza che questo cambi il marchio o l'interfaccia dell'assistente. Apple non ha reso pubblici tutti i dettagli tecnici dell'accordo. Le nuove funzioni arrivano con l'aggiornamento di iOS, ma la disponibilità può cambiare da paese a paese e da lingua a lingua.
Perché le big tech spendono così tanto in AI?+
Perché addestrare e far funzionare i modelli richiede enormi quantità di chip, data center ed energia, e le aziende scommettono che l'AI diventerà la base di quasi tutti i servizi digitali. Amazon, Microsoft, Alphabet e Meta prevedono circa 725 miliardi di dollari di investimenti nel 2026. Il rischio, segnalato da diversi analisti, è che i ricavi non crescano alla stessa velocità.
Fonti
- Sam Altman announces new OpenAI agents that act before you ask — KQED, 2026-09-29
- The 5 biggest announcements from OpenAI's blockbuster AI conference — Axios, 2026-09-29
- The latest AI news we announced in September 2026 — Google, 2026-10-02
- Zuckerberg drafted Trump's AI accord, but Microsoft and Amazon didn't sign — The Next Web, 2026-09
- Trump's AI "constitution" crowns day of accelerating ambition — Axios, 2026-09-30
- Apple iPhone 18 foldable launch event: John Ternus, Siri and AI — Fortune, 2026-09-09
- Big tech's AI spending plans reach $725 billion — Tom's Hardware, 2026
